Che roba?!?
Sì, esisteva anche prima dell’attuale riforma. Non è mia abitudine parlare di politica, ma questo fatto è sconcertante. Certamente qualche “antiberlusconiano” starà già pensando a qualche commento pieno d’insulti da postare su questo articolo: mi spiace, ma il weblog è moderato: passano solo i commenti “puliti”.
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“Non dire cavolate, la ‘blocca processi’ serve solo a salvare Berlusconi”
Potrebbe anche essere; come potrebbe anche essere che il provvedimento che ha smantellato il SISDE (clicca) serviva solo a nascondere gli accusatori di Prodi & Co. che sfiorarono lo scandalo con la storia delle illegalità finanziarie legate alla Unipol, ad alcune banche, etc.
In ogni caso sta di fatto che mi sono andato a rivedere la legge del 1998 varata dal governo Prodi e poi riconfermata (tale e quale) dal governo D’Alema un anno dopo. Il capo dello stato ai tempi era Scalfaro. Al momento dell’approvazione del decreto il ministro della giustizia era Giovanni Maria Flick (ora è vicepresidente della Corte Costituzionale).
Le differenze
Le differenze ci sono: non si tratta proprio della stessa legge (anche se si somigliano parecchio). La legge del 1998 era stata varata sotto forma di decreto (attualmente criticatissima modalità, per la legge simile); più precisamente il decreto legislativo numero 51.
Il testo della “vecchia” legge, all’articolo 227, indicava di accelerare i processi pendenti in base alla «gravità», alla «concreta offensività del reato», al «pregiudizio che può derivare dal ritardo per la formazione della prova e per l’accertamento dei fatti» e all’«interesse della persona offesa».
Poi c’è la parte che obbligava gli uffici giudiziari a comunicare al Consiglio Superiore della Magistratura i criteri di priorità ai quali si sarebbero attenuti per la gestione dei procedimenti e per i tempi delle udienze; lasciando però -di fatto- piena autonomia alla magistratura.
Antonio Albano (ex Procuratore Generale Onorario della Corte Costituzionale) afferma che
«Con la norma del ’98 è stata consentita la trattazione dei procedimenti a discrezionale apprezzamento del magistrato
Per gli altri processi il destino era assicurato: finire in un oscuro sottoscala all’interno di un ufficio giudiziario, in attesa dell’arrivo liberatorio della prescrizione. È stata cosi introdotta un’illegittima archiviazione, mascherata con buona pace del declamato principio della obbligatorietà dell’azione penale»
..e la nuova legge?
La legge più recente riformula la parte per cui le priorità devono essere gestite in modo autonomo dalla magistratura e pone delle tabelle di priorità e di tempistiche ben precise e da rispettare il più possibile, compatibilmente con la complessità dei singoli processi.
Inoltre prevede che si dia precedenza ai processi per reati gravi che prevedono pene superiori ai 10 anni: mafia, omicidio, etc.. Rallentando quelli “minori” tra cui (forse) anche l’attuale processo Berlusconi-Mills (da qui la polemica).
I processi sospesi non vanno in prescrizione, esattamente come nella legge precedente. Solamente che in questa modalità i giudici non sarebbero liberi di decidere (per es.) di procedere contro Berlusconi sospendendo un processo per disastro colposo, omicidio o mafia. Non c’è bisogno che vi ricordi quanti assassini mafiosi sono a piede libero a causa della lentezza dei provvedimenti a loro carico, vero?
Ma non era una legge anticostituzionale, terribile, dittatoriale?
Evidentemente, prima No… e adesso Sì 
Per qualche oscuro motivo la legittimità di una legge viene palesemente valutata in base al legislatore più che ai contenuti della stessa. (l’oscuro motivo è il caso Berlusconi-Mills)
Nell’immagine è visibile la lettera scritta da Antonio Albano (ex Procuratore Generale Onorario della Corte di Cassazione) al corriere.
E quindi?
Quindi: se le stesse istituzioni (magistratura) gridano allo scandalo per una legge già presente… può voler dire solo due cose:
- le riforme attuali sono terribilmente stravolgenti e trasformano la legge in un “Mostro”
- oppure c’è palese pregiudizio e avversità nei confronti del legislatore.
Credo propio che si tratti del secondo motivo. Berlusconi non è mai stato rispettoso della magistratura e dei magistrati; ed è giusto che i magistrati se la prendano con lui, che lo insultino, che lo contrastino, ma… che lo facciano come soggetti giuridici (persone) e non come Istituzione, altrimenti potrebbero bloccare qualsiasi legge al solo scopo di ripicca (s’eppur emotivamente motivata) con il rischio concreto di fare uso “privato” di un organo dello stato italiano.
Se questa abitudine è una di quelle contestate a Berlusconi: mettersi a fare lo stesso gioco mi fa perdere fiducia in un istituzione che dovrebbe garantire imparzialità e giustizia.
Non finirò mai di citare l’esempio di quella donna che si ritrovò con un processo di durata record: 33 anni (mi pare); alla fine dei quali le venne riconosciuto il risarcimento per la morte del marito. Fu una beffa con il danno: le riconobbero 100.000.000 di Lire a fronte di una spesa legale (da parte della donna) di quasi 3 volte tanto. Per un vizio dell’apparato giudiziario (svista dei giudici) il risarcimento non fu adattato alle cifre moderne e la vittima fu fatta tale 2 volte: una volta dalla società assicurativa che non volle riconoscerle l’indennizzo per la morte del marito; e un’altra volta dalla giustizia; a causa della quale si ritrovò senza casa, con 2 lavori e piena di debiti (s’era venduta tutto per pagare l’avvocato).
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Lunga vita e prosperità (e corti processi, si spera)
Tag: berlusconi giustizia, blocca processi, giustizia, Il cucchiaio non esiste, legge salva-premier, magistratura, omissioni incredibili, salva premier




10 Luglio 2008 alle 8:21 am
Hai un blog molto gradevole complimenti (l’ho trovato cercando materiale sulla guida sicura in modo
).
Su questo post tuttavia non sono molto concorde. Non credo che il governo con il “Blocca processi” si stia affannando a varare un provvedimento fotocopia di uno tutt’ora vigente, non ve ne sarebbe motivo.
Al contrario, esistendo già disposizioni che svincolano i processi dallo stretto ordine cronologico ed introducono il criterio della gravità ed offensività del reato, viene da pensare che le differenze sianto tutt’altro che marginali.
Ti dirò di più, l’attuale governo (nella sua precedente incarnazione) aveva già tentato una mossa analoga, era contenuta nella riforma Castelli (quella rinviata alle camere da Ciampi per incompatibilità con il dettato costituzionale dell’autonomia della magistratura). Ora ci riprova.
L’erosione dell’autonomia della magistratura è la differenza, il precedente provvedimento rimandava ai magistrati (supervisionati dal csm, organo già abbastanza politicizzato) la decisione in merito ai processi. Ora questa è sostanzialmente subordinata alle indicazioni dell’esecutivo.
Saluti
10 Luglio 2008 alle 7:36 pm
@Sandruz
Già: esatto. Magari non sono stato così chiaro, ma nell’ultima parte dell’articolo sostengo, praticamente, quello che scrivi tu: non più autonomia ai magistrati, ma subordinazione a”tabelle” e regole stabilite dall’esecutivo, etc.
Il problema, se vogliamo prenderne atto, è che la macchina “giustizia” non sta funzionando più da un pezzo!
Questo porta a pensare -erroneamente forse- che ogni modifica può essere una buona modifica.
Ciao!
18 Luglio 2008 alle 3:41 pm
ciao, secondo me l’unico motivo che c’è dietro a questa legge è rimandare a piu tardi possibile i processi che coinvolgono i politici,non solo berlusconi, a costo di dover lasciare in piena libertà anche i cittadini comuni che hanno commesso “piccoli” reati. ci rendiamo però conto del fatto che è una cosa assurda essere governati da gente che ha precedenti penali? dovrebbero dare l’esempio loro!! che questa legge sia o no la copia del vecchio decreto secondo me non è importante: il problema sta nel contenuto di questa legge. spero che tutti ricordino che i grandi problemi della storia degli ultimi secoli sono iniziati proprio cosi.
18 Luglio 2008 alle 6:07 pm
Infatti è per questo che ho scritto che il fatto è sconcertante, anche se ora lo si fa apparire come di parte, in realtà è un provvedimento trasversale.