Xenofofia razionale: razzismo? No, grazie.

By bruce0wayne
Quando essere un po’ “razzisti” può essere legittimo.

Cos’è la xenofobia? In soldoni: è la paura del diverso. Il razzismo è una forma di xenofobia. Altre parole che stanno nello stesso campo semantico sono: pregiudizi e omofobia. La “xenofobia razionale” è un termine che spiego più in là in questo articolo.

Qualcuno sostiene che gli italiani siano xenofobi e razzisti

E guardacaso si tratta di quei Paesi europei che temono una deviazione dell’immigrazione che dall’Italia potrebbe dirottarsi verso di loro se noi “chiudessimo le porte”: Francia, Germania, Spagna e tanti altri.
Alcuni di questi paesi sono delle vere e proprie società multietniche, ma i loro comportamenti e regolamenti talvolta sono letteralmente bestiali: limiti di tempo di permanenza minimi, centri di permanenza per anni, ghetti di periferia in cui confinare gli immigrati, leggi razziste e ronde notturne, con tanto di bastonate, praticamente tutti i giorni.

Cosa è la “xenofobia razionale”?

La fobia (paura) del diverso è normale: fa parte degli istinti umani; negarla o sopprimerla a parole non serve a un tubazzo di niente. Quando ci si trova di fronte a qualcosa di insolito ci si sente (anche solo per un po’) a disagio. La civiltà e l’evoluzione del pensiero hanno giustamente regolamentato questo “istinto” per far in modo di confinarlo, controllarlo, razionalizzarlo: per non essere razzisti e non commettere errori del passato e per superare i limiti che questo fenomeno comporta.

La “xenofobia razionale” è il passo successivo, a parer mio obbligatorio. Non so se esiste già una definizione del genere e se è “buona” o “cattiva”; io ho creato la mia, con le mie ragioni, e ora la spiego in breve.

“diverso” non significa “compatibile”

Una cultura, una società, si espande con l’arrivo di altri popoli e altre tradizioni, ma non sempre le cose possono andare in questo modo. Ci sono culture “incompatibili” tra di loro; o comunque difficilmente integrabili a vicenda. Ecco che l’”espansione” si trasforma in implosione.

Quanto vado scrivendo è frutto di riflessioni personali, ma anche di esperienze dirette e indirette, ma soprattutto di discussioni serie affrontate con persone di diverse culture e nazionalità.

Ovviamente alcune di queste caratteristiche si trovano anche nella società italiana, sotto forma di “sfumature”, minoranze, idioti: chiamateli come volete; come si dice: “tutto il mondo è paese”. Quanto vado citando sono, invece, vere e proprie caratteristiche di alcune culture straniere (talune per l’una, talune per l’altra).

  • Incompatibile: alcuni popoli includono culture e modi di pensiero che giustificano il furto perchè, dicono, non è possibile essere ricchi senza rubare: per cui “il ricco” è passibile di furto giustificato. Forse questo è vero dalle loro parti, ma in Italia è (era) possibile arricchirsi (o anche solo star bene) lavorando sodo e/o con un po’ di fortuna.
    In ogni caso: da noi è reato rubare, anche a un ladro; eventualmente lo si manda in galera.
  • Compatibile: la libertà di religione, non_religione e conversione. Moltissime religioni, oggigiorno, sono diventate tolleranti e pacifiche (al contrario del passato). E’ possibile convertirsi o rimanere/diventare atei. Pensate che uno dei popoli più violenti furono quelli che oggi sono buddisti.
  • Incompatibile: la totale intolleranza nei confronti di uno stato laico o di abitudini che non siano di una specifica influenza religiosa. L’impossibilità di cambiare credo o di non credere per niente. Intollerabile anche, viceversa, l’obbligo ad essere atei e l’odio verso i religiosi tolleranti.
    Intollerabili anche le religioni intolleranti.
  • Incompatibile: la strada è una pista senza regole. Non serve la patente per guidare e soprattutto si guida meglio ubriachi. Qui c’è bisogno che faccia almeno un esempio, altrimenti mi si scambia per un demagoga: in Portogallo passare con il rosso è normale. In Cina non esiste segnaletica stradale (c’è, ma è viene considerata poco più di un addobbo)… Un po’ come il casco a Napoli.
  • Incompatibile: la totale mancanza di rispetto nei confronti della proprietà privata e pubblica (dello stato): quello che è tuo e mio e quello che è mio,*forse* sarà tuo. Il cortile privato di un’abitazione? Il prato di un cimitero in costruzione? Un parcheggio cittadino? Ci facciamo una baraccopoli… e senza alcuna autorizzazione.
  • Compatibile: la fratellanza, tipica anche delle regioni del Sud Italia, che è facilmente riscontrabile anche in molti immigrati che arrivano da paesi non ricchi di soldi, ma straricchi di bontà d’animo.
  • Incompatibile: la pretesa di abbattere, distruggere, nascondere o sfregiare i simboli religiosi cristiani, facente parte della cultura italiana, che tappezzano un po’ tutto il vecchio stivale. Ci sono generazioni intere di persone che sono cresciute salutando una statuetta scalcagnata o un dipinto scolorito: è un peccato, anche per gli atei, che vada persa questa parte di cultura: non fosse per altro, almeno per il valore artistico di alcune di queste opere.
  • Incompatibile: la multa a un italiano che dimentica a casa un documento di identificazione quando ci sono migliaia di clandestini che forniscono identità diverse ogni volta che vengono fermati.
  • Incompatibile: la forza lavoro sfruttata e sottopagata. Ci sono microrealtà chiuse in se stesse che producono “made in Italy” con gli stipendi “made in china”. Questi fenomeni spaccano l’economia immettendo sul mercato merce scadente e spesso anche pericolosa.
    Ho sentito quel rapace di Zucconi, su radio capital, che minimizzava la pericolosità della merce di dubbia provenienza dicendo che in passato anche in Italia si davano giochi pericolosi ai bambini. Quindi? dovremmo tornare indietro, involverci, per andare d’accordo con questi commercianti? Ma vaff…!
  • Incompatibile: il rimborso spese per mandare a casa i ROM che poi tornano indietro dopo 3 gg lavorativi (1.500 euro a famiglia, qui a Pavia). Se un italiano finisce i soldi e si trova in Romania: se la fa a piedi o a spese della Farnesina.
  • Incompatibile: la pretesa di costruire luoghi di culto con i soldi pubblici italiani. Quando e se è stato in passato per la chiesa cattolica: c’era dietro una volontà popolare.
  • Incompatibile: la micro criminalità… ma solo qua! Nei paesi di origine, infatti, certi comportamenti non li attuano; qui si. Sfruttare la scarsa copertura di forze dell’ordine e l’inefficienza della macchina della giustizia per ladreggiare in Italia e rigare dritti al loro paese: è una vigliaccata insopportabile.

Potrei continuare per ore, ma decido di fermarmi qui: rischierei di apparire razzista e perlopiù noioso.

Sta di fatto che molti italiani professano la politica dell’accoglieza a prescindere da chi e da come (ovviamente ovunque, ma non in casa loro). Forse non si rendono conto che quando è insostenibile: la sitauazione diventa pesante e pericolosa per tutti, immigrati per primi. Per non parlare dei barconi che seminano morti in mare per inseguire un sogno spesso negato o impossibile. Regole precise, ma soprattutto ATTUATE, sarebbero un bene per tutti e si salverebbero anche delle vite.

La “xenofobia razionale” è quella naturale e ragionata “paura del diverso”, che si dimostra giustificata dalla *non integrabilità* delle culture …con tutta la buona volontà.

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Pace e bene a tutti.

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