Si usa dire: “Donne al volante pericolo costante”, “parcheggi come una donna”, “guidi male come una donna”; come a stare a indicare che le donne non sono capaci di guidare. Allora perchè le compagnie assicurative sostengono che le donne fanno meno incidenti, sono più prudenti.. e per questo risparmiano rispetto agli uomini?
Semplice: si tratta di un’omissione incredibile, un’altra.
La realtà è ben diversa, ma il risultato non cambia: le donne generano meno incidenti, proprio contati, matematicamente. Le compagnie assicurative lo dicono pubblicamente e negli spot come nulla fosse, quasi a gratificarle e fare apparire il popolo di guidatrici come “capace” o “prudente”. Niente di più falso; nel resto dell’articolo spiego il perchè.
Dove sta il trucco?
Il trucco, barbatrucco, è semplicissimo: omettono il fatto che i numeri e le statistiche riportati sono fallaci: non si basano su un dato equamente elaborato, ma su numeri semplicemente “contati”.
In realtà, per scoprire chi causa *realmente* meno incidenti, tra donne e uomini, bisogna fare un calcolo ponderato, valutato sulla base del rapporto tra chilometri percorsi e incidenti causati, ogni altra “conta” è palesemente errata. Una persona che in 300.000 Km in 2 anni viene coinvolta in 4 incidenti è potenzialmente una persona MOLTO più affidabile di chi in 10.000 Km in 2 anni ne causa 1 solo: è ovvio. Come è risaputo che a macinare più Km per le strade in auto e soprattutto in moto sono gli uomini.
Donne abili al volante? Ce ne sono, ma quelle che ho conosciuto io avevano tutte i baffi. L’abilità nel guidare è una caratteristica maschile*
*(sono maschilista, ndr)
Quindi…
Quindi il risultato si ribalta clamorosamente. Questo anche perchè per saper usare bene un qualsiasi oggetto è preferibile conoscerne (almeno grossolanamente) il funzionamento e/o avere un minimo di interesse in merito. La maggior parte delle donne non sa come funziona l’automobile o la motocicletta e non gliene potrebbe fregare di meno.
Aggravante
C’è da dire che le donne pare siano realmente più prudenti e che viaggino a velocità più moderate. Tutto ciò non fa che aggravare la posizione del (fu) “gentil sesso”: meno velocità, più prudenza, meno chilometri = poco meno incidenti degli uomini? Assassine!
Diciamolo!
Se sei una donna probabilmente ora mi odierai: freganienteame, ce ne sono tante che mi amano.
Se invece sei un uomo: diciamolo nei vari discorsi, facciamo in modo che si abbia coscienza della verità, perchè se realmente le assicurazioni auto tenessero conto del rapporto incidenti/Km: con il bonus/malus, lo sconto l’avremmo noi
!
…male che vada spiazziamo l’oca di turno.
Assicurazioni truffaldine
Il rapporto con le compagnie assicurative, infatti, sarebbe corretto se ci facessero pagare un fisso (come è possibile fare), oppure una cifra variabile in base alla reale propensione al rischio, come ci illudono che sia. Sì, perchè il Bonus/Malus” dovrebbe essere calcolato in rapporto ai Km percorsi, come indicato nella parte precedente di questo articolo.
Tag: donne al volante, falsi miti, guida sicura, Il cucchiaio non esiste, leggende metropolitane, omissioni incredibili
5 Agosto 2008 alle 11:34 pm
[...] E pensare che sono maschilista. [...]
19 Agosto 2008 alle 3:29 pm
Troppo bella la foto del casco…..
27 Ottobre 2009 alle 2:33 am
Bruce… quando usciamo insieme, ognuno con la sua moto? oppure quando vuoi passo a prenderti (anche in capo al mondo) con la mia auto e facciamo un giro in città ed un altro in montagna?
Un po’ di severità in più alla “base” dell’ educazione stradale, sarebbe tanto utile! Poi vogliamo parlare di quelli, gli uomini, che si distraggono dalla guida per guardare la tipa bona che passa o che sta nell’auto accanto? ehm…
Lo so, sono d’accordo su molte delle cose che hai scritto.. però non posso non notare che le donne che guidano ti stanno proprio “lì” e mi dispiace…
Allora ti do’ una “lettura integrativa” della situazione: ma sarà anche colpa degli istruttori (maschi!) delle scuole guida e dei commissari della MTCC, che (sbavando anche un po’) pur di non fare uno “sgarbo” alle candidate, fanno passare gente che diventa un’arma contro sè stessa e contro gli altri, soprattutto noi sulle dueruote? Parliamone….
Come mai le donne in altri Paesi guidano meglio? Ci hai mai fatto caso? Italiani… popolo di maschietti facili all’entusiasmo…
P.S.: ho letto i tuoi articoli su Sicurmoto.it – bravo, mi piacciono molto… ma meno male che io non sono “una bionda”! (a dire il vero non ho neanche i baffi…. vorrà dire che guido male anch’io?) aahahah
A presto!
Astrid
27 Ottobre 2009 alle 8:48 pm
Astrid …ti do ragione
, ma non quella dei “fessi”, quella vera!
La diseducazione stradale inizia con la bicicletta, continua sul motorino e corona la sua esistenza a scuola guida.
Scandaloso è il fatto (certo) per cui per le donne pare vi siano “comportamenti di favore” durante l’addestramento, ma non solo.
Fammi dire a gran voce anche che non credo che tutte le donne guidino male o siano pericolose, tuttavia il buonismo di chi volutamente ignora che il problema esiste è solo un danno, per tutti.
La chiave del discorso sta un po’ nell’articolo dove scrivo che per saper usare bene un “qualsiasi cosa” bisogna conoscerne necessariamente i rudimenti del funzionamento.
Bene, non credo che tutte le persone (in maggior parte donne) “ignoranti” in meccanica e strettamente relativa coscienza fisica siano obbligati a sapere come funziona l’automobile o la moto che guidano …però che se ne stiano a casa altrimenti!
Non è giusto dare la licenza di guida a una persona che non ha idea di come funzioni un auto o di quali siano i relativi comportamenti in caso di manovre estreme; ..esattamente come non è corretto far pagare MilleMila euro di assicurazione a persone che in centinaia di migliaia di chilometri non hanno causato incidenti.
Per non parlare del rischio per gli altri: primi i bambini; Troppo spesso lasciati liberi di scorrazzare nell’auto in movimento mentre ma madre guida con il cellulare in mano e la testa fra le nuvole.
Io non sono perfetto, ma nemmeno ipocrita. Vogliamo fare una prova diretta, precisa e infallibile?
Allora fai caso al comportamento degli automobilisti uomini e donne di fronte al banalissimo accendersi degli stop del veicolo che li precede.
Puoi verificare anche direttamente in auto con un’amica o amico che guidano. Ho verificato personalmente che l’impulso: “stop che si accendono = preparare la frenata” è totalmente sconosciuto alle donne e ignorato da alcuni uomini.
Le prime non si rendono conto, a livello cognitivo (come dovrebbe essere), che quella dannata luce rossa significa che il veicolo di fronte sta necessariamente frenando: iniziano a pensare di frenare quando si rendono conto che la distanza tra i veicoli va scemando; perdendosi così il 70/80% del tempo utile per evitare il tamponamento.
I secondi, invece, fanno la stessa brutta figura, ma consapevolmente. Questo li pone sul piano dei rimbecilliti consapevoli, ma non incoscienti (anche se involontariamente): questo perchè, sapendo cosa aspettarsi, hanno il piede che va sul freno in modo istintivo molto prima che ve ne sia l’estremo bisogno; e si perdono si un po’ di tempo, ma non così tanto.
Vorrei che fosse obbligatorio un test di conoscenza della dinamica della guida e del mezzo che si guida. Il codice della strada lo prevede durante il conseguimento della patente, ma ormai s’è ridotto a una formalità ignorata da tutti quelli(e) a cui di meccanica non gli frega niente.