Rocky: un film senza tempo

“Rocky Balboa” è solo l’ultimo film di una serie che conta ben 6 lungometraggi in totale. Il primo è del 1976. Tanto criticata per partito preso e a ragion veduta: di fatto ha emozionato milioni di persone che, ancora oggi dopo anni e anni, sono ancora piacevolmente “segnati” da questo fenomeno cinematografico.

Io azzardo e sfido i più giovani: è un film nuovo! (del 1976)

No, non sono impazzito: sto tentando di comunicare con un eventuale lettore giovane o molto giovane o comunque qualcuno che non ha avuto modo di vedere i primi film (magari anche tutti) o che non ha capito il sesto per mancanza di “basi”.

una delle locandine più popolari

una delle locandine più popolari

I film di Rocky sono “nuovi” perchè raccontano varie piccole grandi storie che sono ancora attuali. La mentalità che sta dietro al film, alla sceneggiatura, alla filosofia che trasmette: è universale. Andrebbero riguardati da chi se li ha persi, perchè sarebbe un peccato privarsi di tale piccola grande occasione.

Conosci il film? Credi di conoscerlo? Ma lo conosci davvero o per sentito dire? L’hai guardato? (e per guardato non intendo “visto” distrattamente, ma guardato attentamente).
Non è un film impegnativo: è solo un po’ lento. I film di qualche tempo fa si giravano alla velocità della mentalità dei tempi: più lenta di quella attuale. (vedi sindrome da impazienza digitale).

Credi che io sia “di parte”? Possibile, ma non sono un grande fan di Stallone (il protagonista) e non sono un pugile. Sono un uomo; un uomo che prova emozioni quando assiste a scene emozionanti. Quando riscontra la vita e l’essenza di essa in pochi minuti di filmato, nella totale semplicità, nella bontà d’animo. Al diavolo la laurea e il master (si, pure il tuo, eventualmente): a che ti servono se non riesci ad essere contento di quello che fai/sei?

Emozioni

Ma voi giovanissimi (e pure gli anziani) lo sapete che ci sono persone che vanno a Philadelphia solo per salire la scalinata dell’Art Museum per poi imitare Rocky una volta arrivati in cima? (una scena popolare del film, ndr) Arrivano da tutto il mondo e sono di tutte le età e condizioni fisiche: ho visto anziani e disabili che arrivavano in cima con la forza del pensiero (e di qualche passante). Se non ci fosse stato quel motivo (il film) non sarebbero riusciti a fare nemmeno la metà delle scale: ne sono convinto. Una volta in alto: la gioia e il senso di libertà e coraggio.

la palestra da cui parte la sua avventura

la mitica palestra da cui parte la sua avventura

Le critiche

Sono state tantissime: prima e durante la creazione del primo film. Dopo l’anteprima i critici si sono rinchiusi nel cesso per tre anni per la vergogna …fischiettando la musichetta di Rocky: per puro e crudele lapsus freudiano.

I dilettanti hanno fatto l’arca.. i professionisti: il Titanic. Il primo film di Rocky è stato girato a bassissimo costo e “alla buona”: un budget di poco più di un (uno) milione di dollari e meno di un mese di tempo. Ne ha incassati più di 110 (milioni) solo al cinema e nel 2006 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti… assieme a tanti altri filmoni molto più complessi e costosi.

Il segreto del successo?

La semplicità e la bontà di cuore del personaggio protagonista e l’onestà nel raccontare la parte di mondo che rappresenta. Il film è stato scritto e interpretato da Sylvester Stallone. A quei tempi era un attore e sceneggiatore senza apparente futuro e con grossi problemi scolastici alle spalle. La macro-storia del film (quella principale) è stata ispirata da un vero incontro di pugilato a cui Stallone assistette. Si trattava di un incontro tra un professionista famosissimo e uno sconosciuto. Enorme fu la sorpresa dei presenti quando videro il campione in difficoltà contro il dilettante.

una locandina post-Oscar

una locandina post-Oscar

Tutto il resto della storia del film è tratto dalla vita reale di Stallone. Nel film compare il padre (cronometrista), suo fratello (in una parte minore) e persino il suo cane: nei panni di “birillo” (in italiano). L’Italia stessa è parte integrante del film: viene citata in più occasioni ed è ben radicata nelle abitudini dei protagonisti. (Sly Stallone è di origine italiana, ovviamente).

Il primo film ha vinto 3 premi oscar, tra cui miglior film davanti a Taxi Driver, Quinto potere, Tutti gli uomini del presidente e Questa terra è la mia terra. Syilvester Stallone, essendo sia sceneggiatore che attore protagonista, divenne il terzo uomo nella storia del cinema a ricevere, per lo stesso film, la nomination all’oscar sia come sceneggiatore che come attore.

Una delle più grandi storie d’amore del cinema

La Coppia

La Coppia

Lui è un bullo di periferia, un po’ scemotto (davvero), ma buono (veramente). Lei è una ragazza rinchiusa nella sua timidezza e nei suoi complessi d’inferiorità per 30 anni.

Paulie: “Ma che ci trovi di speciale in mia sorella?”
Rocky: “Beh.. non lo so. Io c’ho i vuoti… lei c’ha i vuoti; e assieme li riempiamo!”.

Quella tra Rocky e Adrian (Adriana in italiano) è una delle più grandi storie d’amore mai narrate. Perchè? Perchè è semplice e controcorrente, anche oggigiorno.

Chi crede che la serie di “Rocky” sia fondata solo sul pugilato è un idiota. L’evoluzione del rapporto tra i due innamorati è fantasticamente verosimile e onnipresente in tutti i film. Lui vive per lei e viceversa; oltre ogni limite umanamente e divinamente possibile. Eppure appare reale, supportata dai caratteri (caratteristiche, in gergo) dei due, senza forzature, senza romanticismi forzati, con grande rispetto: un esempio da tenere bene a mente quando si da dello “sfigato/a” con leggerezza; quando nella vita di coppia pare nulla aver senso, quando ci si incaglia in difficoltà apparentemente insuperabili.

Psicologia

Qualcuno avrà già “tuonato” incazzato per quel che ho scritto fin’ora. Ebbene rincaro la dose. In tutti i film, soprattutto il primo e il sesto, c’è una quantità di psicologia inimmaginabile. Nemmeno i film tematici spesso arrivano a tanto ..e in più sono terribilmente noiosi.

lo Stallone italiano contro Mr. \

lo Stallone italiano contro Mr. T

Nei vari “Rocky” lo chiamano “cuore”, ma in realtà è un sinonimo di psiche. E’ svolto tutto in modo semplice e apparentemente “banale”, ma in realtà c’è un senso profondo in ogni singola scena. Il comportamento che muta con l’umore, con gli avvenimenti, gli imprevisti e i previsti: la foga di farcela, la paura di non farcela, il senso di impotenza, i complessi d’inferiorità, le paure, il dolore fisico e psichico, la gioia, la vittoria e la sconfitta, il rapporto con la gente, la gente come un unica entità che comunica con i protagonisti, le urla e i silenzi, le speranze, gli errori, la gelosia, l’onore, il rispetto, la morte, la disperazione, l’esasperazione e …la vita insomma!

Nei vari film vengono messe in evidenza tutte le debolezze umane e anche alcune relative soluzioni. Stallone stesso, nello scrivere le sceneggiature, ha dimostrato con i fatti che l’intelligenza non è fatta solo di studio, Q.I., test Mensa e altre stronzate del genere. Chi è intelligente e chi no? Quanto incide la bontà d’animo sulla valutazione intellettuale dell’individuo? E’ veramente migliore un individuo colto e dinamico e “astratto”, rispetto a una persona onesta, pratica, passionale, determinata e rispettosa?

Non ditemi che non vi è mai capitato di incontrare i tipi “so tutto io” con studi alle spalle e posto assicurato in aziende produttrici di palmi di naso. Molti intellettuali fanno lo stesso errore degli integralisti linuxiani: sono inflessibili, parametrizzati, intolleranti e assuefatti dal loro ambiente.

Il protagonista della serie di film “Rocky” dimostra che l’umiltà e un silenzio possono essere più significativi di un indeterminato discorso sull’opportunità o meno di assecondare la teoria per cui guerre, carestie e pestilenze sono un naturale freno al sovraffolamento del pianeta (lo si diceva quando c’erano meno di un miliardo di persone in tutto il globo).

L’amore dei suoi fan: dentro e fuori il grande schermo

Rocky, tutta la serie di film, ha creato una situazione paradossale 🙂 Il grande affetto che i fans di Rocky gli dimostrano in ogni film ..ha letteralmente sconfinato nella realtà, tanto che non è quasi più possibile scindere le due cose! 😮
Le critiche impietose e affrettate e -talvolta- azzeccate non hanno praticamente MAI bloccato l’entusiasmo dei fan (sia recitati che reali) per il protagonista delle, attualmente, 6 storie.

Turisti sotto la statua di Rocky

Turisti sotto la statua di Rocky

Pensate che la statua di Rocky, realizzata appositamente per il terzo lungometraggio, è rimasta a lungo nella posizione in cui era stata posizionata per le riprese cinematografiche (in cima alla scalinata dell’Art Muesum). Dopo esser stata donata alla città di Philadelphia dall’attore/autore (Stallone) è stata spostata più volte. A causa delle proteste dei soliti “intellettuali” è stata anche riposta in anonimi magazzini per lunghi periodi di tempo. Però la città, una parte di mondo, tanti italoamericani e una parte di fans si sono impuntati e l’hanno sempre fatta rimettere al suo posto.

Sly Stallone in carne e bronzo

Sly Stallone in carne e bronzo

Appare anche in diversi altri film girati nella città: come “Philadephia”, “Il sesto senso”, e altri. Sembra davvero che i sostenitori di celluloide siano usciti dal grande schermo per sostenere il film anche da fuori 😎

Tutti questo fa confusione nella mente, pare che Rocky esista davvero e forse è così. Per alcuni di noi è una piccola parte della nostra voglia di combattere, di resistere, di essere onesti e determinati.

Per ora, credo, sia tutto qui. Sono troppo stanco per andare oltre, ma vi garantisco che volendo si potrebbe scrivere per mesi.

Lunga vita e prosperità

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2 Risposte to “Rocky: un film senza tempo”

  1. christian Says:

    io rocky lo conosco benissimo……ed ho apprezzato questo post

  2. carlo Says:

    mi sembra che vogliono continuare con un telefilm, qualcuno sa dirmi se la notizia é vera?

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