“Se suo figlio è disabile non può stare in mezzo alla gente”

E’ la frase che si è sentita dire la madre di un bambino di 4 anni che interagisce col mondo in modo “diverso” e che è stato vittima di umiliazioni e ignoranti discriminazioni praticamente da parte di TUTTI.

In un centro commerciale nel milanese

Una delle iniziative che normalmente accoderei alla categoria “il cucchiaio non esiste“, perchè fondamentalmente servono ad attirare clienti sfruttando l’entusiasmo dei bambini nei confronti dei loro personaggi preferiti.

Il fatto è accaduto al centro commerciale Carrefour di Assago:si è trattato di un evento in collaborazione con Disney/Pixar, che prevedeva la presenza di alcuni personaggi del fortunato film di animazione “Cars”. I bambini avevano l’occasione di farsi fotografare vicino alla riproduzione di una della famose automobili.

Ma…

…siccome questo bimbo non si è comportato esattamente come gli altri …è stato umiliato dagli altri bambini, dal fotografo, dalle mamme e dal personale del centro commerciale. Il tutto perchè non ha parlato, perchè ha abbracciato la macchina protagonista del film di animazione, perchè non guardava l’obbiettivo della macchina fotografica, il tutto per pochi secondi: perchè si è comportato meglio degli altri; in un modo assolutamente passionale, affettuoso e silenzioso. Perchè è stato l’unico bambino ad aver preso l’evento per ciò che doveva essere… e non per la solita foto del mazzo da esibire per vantarsi per poi dimenticarsene dopo un giorno.

Comunicare senza parlare

Il piccolo uomo si comporta “diversamente” perchè forse è affetto da una leggera forma di autismo (non ho certezza di ciò e non mi fido delle diagnosi a riguardo in genere)
Sono venuto a conoscenza del fatto leggendolo direttamente sulla pagina del blog della madre del bimbo:
http://blackcat.bloggy.biz/archive/3280.html e vi invito caldamente a leggerla.

Di seguito il video con un’intervista realizzata da Claudio Messora direttamente a “Black Cat” (la supermamma):

Conclusioni (?)

Certe mamme “normali” di bambini banalmente “normali” sono decisamente patetiche e irrispettose.

  • Irrispettose per ciò che è accaduto e di cui sono la concausa.
  • Patetiche perchè pare non perdano l’occasione di umiliare i figli altrui solo per confermare a se stesse una triste realtà quale la completa idiozia e maleducazione e inferiorità dei loro mocciosi capricciosi e frettolosi.

Certi “addetti ai lavori” sono proprio inadeguati. Il fotografo e l’omino delle stampe sono stati selezionati, dicono, dalla Disney/Pixar. Evidentemente selezionati male. Probabilmente un altro frutto dei moderni operatori marketing.

La hostess “marchiata” Carrefour che ha pronunciato la frase che riassume la vera essenza dell’ignoranza che regna nella società: “Se suo figlio non è normale non può stare in mezzo alla gente” (si commenta da sè).

Il mio consiglio

E’ quello di continuare nelle intenzioni che la madre ha manifestato nel video e nei vari altri interventi scritti. Tuttavia suggerirei di sostituire (o almeno affiancare) le email con delle comunicazioni scritte inviate a mezzo raccomandata con tanto di ricevuta di ritorno. Le email finiscono troppo spesso misteriosamente nel nulla.

Personalmente segnalerò e linkerò il più possibile.

Lunga vita e prosperità

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3 Risposte to ““Se suo figlio è disabile non può stare in mezzo alla gente””

  1. Salvatore Cortorillo Says:

    Gestalt Disability Therapy e Levinas

    “Il desiderio è assoluto se l’essere che desidera è mortale.
    Il desiderato, invisibile.”

    Giuseppe Rotolo Medico, Psicopterapeuta
    Direttore scientifico Istituto per l’Autismo Gestalt Disability Therapy

    Quando incontriamo i diversabili e viviamo il contatto pieno, otteniamo una nuova visione delle cose. In tale condizione sentiamo che la nostra anima è immortale e contemporaneamente desideriamo qualcosa di invisibile. Qui cambia la nostra idea sul senso del dolore. E cambia anche il significato che diamo alla vita stessa e al nostro orizzonte di riferimento. Noi siamo mortali, ma desideriamo qualcosa di immortale. Il contatto pieno (tipico della gestalt) con i diversamente abili, ci aiuta a vivere la nostra mortalità insieme alla ricerca di ciò che è invisibile.
    “Il desiderio è assoluto se l’essere che desidera è mortale. Il desiderato, invisibile.”
    I diversabili ci aiutano ad andare verso l’invisibile. Accompagnati da essi, non siamo nè ciechi nè soli.
    “L’invisibilità non indica una assenza di rapporto: implica dei rapporti con ciò che non è dato e di cui non c’è idea.”
    Quando viviamo il contatto pieno siamo liberi, ed abbiamo spazio libero intorno a noi, senza tuttavia essere soli. Nell’intimità del contatto rispettiamo gli altri e siamo rispettati. Ci nutriamo l’uno dell’altro, ma per non scendere nel cannibalismo necessitiamo di un adeguato punto di vista, che possiamo conquistare proprio nel rispetto reciproco. Di contro, farsi un concetto dell’altro può far perdere il punto di vista privilegiato. Intendo “Altro” in senso eminente.
    “La visione è un’adeguazione tra l’idea e la cosa: comprensione che ingloba. L’inadeguazione non designa una semplice negazione o un’oscurità dell’idea, ma, al di fuori della luce e della notte, al di fuori della conoscenza che misura gli esseri, la mancanza di misura del Desiderio.”
    L’altro è molto diverso da me e segue leggi diverse dalle mie.
    L’altro è assolutamente Altro. In latino il termine absolutus significa libero, sciolto. In virtù della libertà che concediamo ai diversabili, durante il trattamento, raggiungiamo e percorriamo la strada più appropriata per noi e per loro. Lasciare libera una persona, però, è molto più difficile di quanto si creda. Questo errore di ingenuità è quello che più di frequente blocca il cammino di crescita e le relazioni in genere. Gestalt disability Therapy è un training per imparare a lasciare libero chi ci è vicino. Semplicemente, seguire il nostro desiderio e lasciare gli altri liberi: questo è il modo in cui riteniamo opportuno operare. Seppure non sia cosa semplice. Permettendo all’altro di essere libero e al nostro desiderio di manifestarsi diveniamo, inconsapevolmente,terapeutici. Traguardo importante, questo; ma è imperativo abituarsi a non avere potere in questo processo. Noi dobbiamo semplicemente stare con la bellezza, bellezza nostra e degli altri. Tutto ciò accade senza l’intervento della nostra volontà. Il fiume ci prende e questo accade, si verifica senza che noi scegliamo la via. Spontaneamente, possiamo scegliere di prendere atto di ciò che ci accade. Ci rendiamo partecipi fermando la nostra volontà, ma non possiamo potere. Così avviene fra noi e i diversabili. E noi dobbiamo fidarci. Dobbiamo fidarci del Desiderio: possiamo scegliere il fiume ma dopo di ciò non possiamo fare più nulla.
    “Al di fuori della fame che può essere soddisfatta, della sete che può essere estinta e dei sensi che possono essere appagati, la metafisica desidera l’Altro al di là delle soddisfazioni, senza che il corpo possa inventarsi un gesto per diminuire l’aspirazione, senza che sia possibile abbozzare una qualche carezza conosciuta o inventarne una nuova.”
    Se scegliamo di essere terapeutici attraverso il contatto pieno, intraprendiamo un viaggio durante il quale possiamo trovare il nostro Sé profondo e, nel contempo, perdiamo l’illusione di possedere il potere. I diversabili, che in questa società non hanno potere, ci insegnano e ci rendono consapevoli del fatto che non abbiamo MAI avuto il potere. Questo consapevolezza è un dono prezioso. Noi troviamo il nostro Desiderio, perdiamo l’illusione del potere e non controlliamo più gli altri.
    “Desiderio senza soddisfazione che, appunto, intende l’allontanamento, l’Alterità e l’esteriorità dell’Altro. Per il Desiderio, questa alterità dell’Altro e come quella dell’Altissimo. La dimensione stessa dell’altezza è aperta dal Desiderio metafisico. E, nel fatto che questa altezza non sia più il cielo, ma l’Invisibile, sta l’elevatezza stessa dell’altezza e la sua nobiltà.”

  2. mario Says:

    Ciao
    non vedo la data in cui è avvenuto il fatto, cmq in presenza di testimoni io avrei telefonato ai carabinieri, ai vigili, alla polizia, e avrei subito presentato denuncia e presentato richiesta di danni per palese violazione della legge del 2006.

    Solo quando i disabili si difenderanno di fronte alla magistratura i cosidetti “normodotati” impareranno a loro spese, legali e risarcimento del danno, che è meglio non discriminarli.

    Non si sono altre strade, i normodotati sono naturalmente sordi sotto questo profilo

  3. wrarryloyab Says:

    Good Morning…

    Definitions for global warming are most often disregarded as too scientific – however, earthquakes and mass death should not be another disregarded statistic. We’re talking about people, just like you and me.

    [b]Please help the victims to Haiti & Chile[/b]
    http://www.google.com/relief/haitiearthquake/

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