Quando la crisi fa comodo…

Non è certo una novità, ma in molti non lo sanno o non ci pensano proprio, però la crisi può far comodo.

Non mi riferisco ai soliti furbacchioni..

lavoro..che con la scusa della crisi negano prestiti, favori o quant’altro a colleghi o amici; e nemmeno di quelli che mettono la parola “crisi” in ogni frase per giustificare comportamenti di dubbia moralità.

Vorrei concentrarmi solo sull’aspetto finanziario/aziendale e sulla incredibile recente fioritura di cassaintegrazione et similia: la cui motivazione è in gran parte falsa.

Si, hai letto bene: falsa


Molte aziende (i vertici e chi li rappresenta) approfittano dei conclamati momenti di “crisi” per:

  • spostare la produzione all’estero (dove costa meno)
  • lasciare a casa qualche dipendente “scomodo”
  • abbassare gli stipendi (anche se non c’è ne sarebbe il bisogno)
  • negare ferie
  • forzare ferie
  • obbligare al lavoro extra non remunerato
  • obbligare alla reperibilità perpetua
  • negare i premi di produzione
  • negare aumenti di salario
  • negare *.* (a buon intenditore…)

lavoro e vita

“Dove sta il problema? …c’è la crisi…”

Ebbasta con sta crisi! Le aziende non sono tutte in crisi; le famiglie non sono tutte in crisi; …e via così per tutte le categorie a voi note
In taluni casi posso anche comprendere i provvedimenti elencati sopra, ma vi sono realtà aziendali (ditte, società, fabbriche, etc) in cui la difficoltà economica generale ha avuto solo un’influenza marginale e indiretta.

Certo, in tempi di dubbia prospettiva bisogna stare attenti agli sprechi, però quando la crisi diventa la scusa ufficiale per qualsiasi mossa di dubbia moralità: si rischia di crearla davvero la crisi …all’interno dell’ambiente di lavoro!

duro-lavoro

Chi? Dove?

Gli imprenditori / dirigenti / amministratori / capi di dubbia moralità. Lavorano in (e/o possiedono) aziende di ogni mole e settore. La maggior parte sono medie e grandi imprese. Queste aziende hanno la fortuna di funzionare anche in tempi difficili, grazie alla loro natura, alla collocazione sul territorio, al settore, alle tangenti o alla pura e semplice fortuna. Tra i motivi per cui funzionano raramente c’è l’abilità di chi le amministra.. e ora spiego il perchè.

Psicologia aziendale

Un errore da non commettere mai è lo scaricare la responsabilità dell’andamento dell’impresa alle vicende esterne mondiali. Un vero amministratore/capo non delega mai né responsabilità, né merito; nel bene e nel male.

Ovviamente l’andamento degli affari dipende anche da quello che accade fuori dalle mura aziendali e dal proprio settore commerciale, ma il compito di mediare tra il selvaggio mondo esterno con la realtà interna all’azienda è il dannato lavoro del boss: e se non è buona abitudine quella di pavoneggiarsi dei successi quando piovono dal cielo; a maggior ragione non lo è il lamento del moribondo nei periodi di crisi.

lavoro occasione

Adesso..

..è il momento di dimostrare la propria abilità negli affari. Lo stipendio del boss ha tanti Zeri perchè in quella cifra risiedono la fiducia e la responsabilità di ogni misero dipendente. Nascondersi dietro la crisi per spremere i sottoposti non è per niente onorevole.

Dirigenti/amministratori/MegaDirettoriAstratti: svegliatevi!
I vostri dipendenti dotati di encefalo lo sanno bene che la vostra auto da MilleMila Euro è stata pagata con i profitti della ditta; che il vostro parlare di aria fritta e lo sventolare accrocchi e cellofoni costosissimi è nient’altro che scena finanziata dal loro lavoro. I “cattivi” pensano che il capo sia uno sfruttatore idiota; i “buoni” stanno aspettando un “grazie” o un riconoscimento qualsiasi per poi ripartire e lavorare/fare ancora meglio, ancora di più.

A casa i fancazzisti, quelli che nell’ambiente di lavoro non producono almeno quanto basta per pagare il proprio stipendio. Per loro nessuna pietà, anche se una seconda occasione non si nega a nessuno.

Niente negazioni, limitazioni e privazioni per i dipendenti che lavorano sodo e producono tanto: un aumento di stipendio è rimandabile, ma non certo da escludere per questi stacanovisti onesti e aziendalisti. I soldi in più nella loro busta paga ..pagano: tornano sottoforma di fatturato e margine di rendimento.

Confermate il contratto ai precari che promettono bene; sta a voi saper valutare se questi hanno o meno fatto gli “attori” solo per farsi assumere, ma -fidatevi- gli idioti si riconoscono dagli onesti: ci vuole occhio, un buon Boss sa di cosa parlo. (se non ne sai nulla e non hai capito quello che stai leggento e sei un capo… dimettiti.. serenamente: farai un favore alla società)

Si tratta di un investimento a brevissimo termine.. e si fa anche presto a tornare sui propri passi.

soldi svalutati

Perchè scrivi che questi comportamenti possono generare veramente crisi?

Semplice: anche il lavoratore più aziendalista e onesto del mondo ha un limite di sopportazione. Stipendio ridotto ai minimi, benefit inesistenti, trattamento da schiavo, nessun rispetto, limitazioni e sanzioni identiche a quelle dei colleghi fancazzisti… Sono tutti elementi che fomentano e generano malcontento.

“Se non posso guadagnare quanto mi spetta**.. diminuisco il ritmo al lavoro”; questo è il tipico pensiero del lavoratore onesto che raggiunge il suo personale limite di tolleranza alla mancanza di meritocrazia.

cantiere_lavoro

Chi misura la cifra di “quanto mi spetta**”?

In realtà, in economia, i bisogni sono infiniti e i beni sono finiti; il significato di questa frase è che: si vorrebbe sempre di più, o se preferite: non c’è limite all’ambizione in quanto a soldi: sta nella natura umana (e non solo).

Parlando in termini di SuperIO, di legalità, di legge e di buonsenso, la cifra giusta per determinare il “quanto mi spetta” è predeterminata dai Contratti Collettivi Nazionali e dal *reale* livello di rendimento e qualifica del lavoratore (che poco ha a che fare con il titolo di studio o l’anzianità).

Troppo spesso le qualifiche e i livelli “ufficiali” non coincidono con quelli *reali*. Non c’è da stupirsi poi se questi lavoratori cambiano azienda senza dare spiegazioni dettagliate e senza alcuna volontà di tornare sui propri passi.

Buon lavoro a tutti

Annunci

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , ,

Una Risposta to “Quando la crisi fa comodo…”

  1. KobraBlog » Vi presento la crisi (e come uscirne) Says:

    […] Fonte: Quando la crisi fa comodo […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: